Bonus 4.0, la metà a tre filiere: alimentazione, costruzioni, acciaio
Gli incentivi alle imprese industriali premiano maggiormente le filiere dell’agroalimentare, delle infrastrutture, della siderurgia e dell’automazione. L’analisi sui crediti d’imposta del piano Transizione 4.0 elaborata dal Mimit nel ‘Libro bianco Made in Italy 2030’, delinea per la prima volta una mappa precisa delle filiere più ricettive, che mostrano un maggior grado di assorbimento. Emerge un quadro in cui poche aree settoriali hanno impiegato una parte consistente delle agevolazioni, con conseguenti riflessi in termini di investimenti. L’agroalimentare è la filiera in cui il tiraggio è stato più elevato, con poco più di 2 miliardi e 50 milioni di euro su 10 miliardi di euro riferiti alle dichiarazioni dei redditi 2023, cifra comprensiva delle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali e immateriali, ma anche delle attività in ricerca e sviluppo e in formazione. Staccato di poche decine di milioni il settore delle infrastrutture e costruzioni. In terza posizione la siderurgia e metallurgia. A seguire l’automazione. Le prime tre voci assorbono da sole oltre la metà del totale delle risorse impiegate in un anno dallo Stato per i crediti d’imposta 4.0.






